25 Agosto 2026
Strade Bianche del Garda

AndreaSchito.Com

Una San Marco vissuta lontano dal rumore, dove il vero spettacolo non è stato un evento, ma il viaggio stesso. Tra le colline che abbracciano il Lago di Garda, le strade bianche hanno raccontato una storia fatta di polvere, luce e libertà.

Si parte da Affi, con il cielo terso e quell’aria di primavera che sa già di promessa. Le prime curve scorrono tra vigneti ordinati e ulivi antichi, mentre il lago, ancora lontano, si lascia intuire tra i riflessi all’orizzonte.

Il passaggio dalla Ca’ Bottura è uno di quei momenti che restano impressi: silenzio, natura e una vista che invita a fermarsi, anche solo per respirare. Poi Bardolino, dove la terra profuma di vino e tradizione, e ogni strada sembra custodire un pezzo di storia.

Salendo verso Calmasino e attraversando Cavaion Veronese, il percorso cambia ritmo: meno traffico, più autenticità. Qui il tempo sembra dilatarsi, lasciando spazio a panorami aperti e a quella sensazione rara di essere fuori da tutto.

Infine Incaffi, un passaggio discreto ma essenziale, prima della discesa verso Lazise. Ed è proprio lì che il viaggio trova la sua chiusura perfetta: il lago si apre davanti, la luce si fa più calda e la giornata sembra rallentare, quasi a voler trattenere ogni istante.

Non è stata solo una gita, ma un modo diverso di celebrare San Marco. Lontano dalla folla, vicino a ciò che conta davvero: il paesaggio, il tempo e la libertà di scegliere strade meno battute. Perché a volte basta una strada bianca, un orizzonte aperto e la giusta compagnia per trasformare un giorno qualsiasi in qualcosa da ricordare.

Conclusione da Signorvino ad Affi